La personale di Anna Maria ALTIERI all' Osteria IL VINVERSO del BAFFO in via Roma a Città della Pieve (PG) fino al 6 gennaio 2018.
In mostra le opere dell'artista romana attraverso un ventennio , tra paesaggi traboccanti di colore e ritratti enigmatici.
Tra le opere riscopro un lavoro che aveva già attratto la mia curiosità nel corso di un antecedente evento pievese :
< E' un pò la storia della mia vita > mi spiega la pittrice.

Nata a ROMA nella vivace ed elegante piazza Vittorio animata dal celebre mercato si trasferisce in Germania ... adesso capisco la scritta WOLFSBURG  che trapela dal collage solcato da colature di colore che scendono quasi come lacrime ...
Un po' il dolore sofferto per la lontananza da Roma ... un po' la tristezza sciolta dal calore dei suoi studenti ...



ROMA :

Piazza Vittorio Emanuele II ... per tutti PIAZZA VITTORIO

 

Il MERCATO era uno dei più suggestivi della città, disposto intorno alla piazza, all'aperto, con le bancarelle su due file divise per generi.
Attenzione al prezzo contenuto e Predisposizione alla teatralità (le urla fra commercianti, gli inviti all'acquirente). Per più di cento anni ha fornito il QUARTIERE ESQUILINO e in realtà tutta Roma di salumi, formaggi, carne, frutta, verdura, fiori.
Realizzato alla fine dell'Ottocento, non lontano dalla stazione Termini era un luogo di grande passaggio ...
Sopravvisse alla guerra e alla borsa nera che si faceva sotto i portici. Nel dopoguerra il mercato riprese a crescere ... Il tempo passava e il quartiere si trasformava sempre più in un luogo multietnico:  il mercato cominciava a colorarsi di nuovi colori, a profumare di nuovi odori e soprattutto a proporre nuovi sapori: dalle spezie più penetranti agli ortaggi dalle forme più bizzarre.

Fino al 15 settembre 2001 quando le bancarelle si alzarono sulla piazza per l'ultima volta e i banchi vennero trasferiti nel nuovo mercato coperto Esquilino.



PIAZZA VITTORIO - la più grande piazza porticata di Roma - fu costruita all'indomani dell'Unità d'Italia, tra il 1882 ed il 1887.

Durante gli imponenti lavori di sbancamento furono rinvenute grandi fosse carnarie, memorie dell' antico cimitero dell'Esquilino, il cosiddetto "campo comune" o "scellerato" perchè sepoltura di schiavi, malfattori ed assassini.


La piazza, creata dall'architetto Gaetano KOCH, prende il nome dal primo re d'Italia e può considerarsi l'emblema della cosiddetta "cultura" umbertina.

I palazzoni che la circondano, con le 280 colonne dei portici, sono stati costruiti come residenze di lusso: gli appartamenti sono vasti come regge e vi andarono ad abitare i "pezzi grossi" dei vicini ministeri.
Il giardino fu un capolavoro di architettura paesaggistica: un anello di alti platani, cedri del Libano, magnolie e palme provenienti direttamente da Bordighera, dono della regina Margherita, contribuirono a rendere il luogo un romantico angolo di verde.
Dopo decenni di degrado e abbandono, dovuti anche alla presenza del mercato rionale, oggi possiamo dire che il giardino, dopo i recenti lavori di recupero ambientale, ha riacquistato un aspetto degno della sua storia.

Per la realizzazione della piazza sparirono chiese, vie e piazze, tra cui la popolarissima "piazza Guglielmo Pepe", dove si svolgevano spettacoli all'aperto: in uno di quei baracconi fece le sue prime apparizioni Ettore PETROLINI, recitandovi i famosi "Salamini".


Sparì anche VILLA PALOMBARA costruita 1653, di cui resta soltanto la cosiddetta "PORTA MAGICA" : una delle testimonianze alchemiche più importanti del mondo ...

La Porta, collocata nel giardino nel 1890, fu affiancata da due statue gemelle marmoree con le sembianze grottesche del dio egizio Bes, provenienti dal Tempio di Serapide. L'alone di mistero e di arcano che da sempre avvolge la Porta Magica è dovuto alla sua origine, strettamente legata alla presenza di alchimisti, maghi e scienziati che avrebbero frequentato la villa del marchese alla ricerca della "pietra filosofale" per la trasformazione dei metalli in oro. La formula per ottenere la "Grande Opera" (come la trasmutazione metallica veniva chiamata in alcuni manoscritti antichi d'alchimia) sarebbe incisa sugli stipiti, sul frontone, sull'architrave e sulla soglia della famosa porta.

La leggenda vuole che il marchese avesse ospitato per una notte uno sconosciuto in grado di compiere la "Grande Opera" utilizzando una certa erba... L'indomani mattina lo sconosciuto sarebbe sparito, lasciando per testimonianza un mucchietto di oro purissimo ed un foglietto pieno di formule magiche, che il marchese ed altri illustri alchimisti non riuscirono né ad interpretare né tantomeno ad utilizzare. Il marchese, deluso, decise di far riprodurre sulla porta tutti i simboli e la formula, a disposizione di più fortunati e sapienti studiosi della materia.


Nel disco marmoreo che sovrasta la  PORTA MAGICA sono incise le seguenti parole:

"TRIA SUNT MIRABILIA DEUS ET HOMO MATER ET VIRGO TRINUS ET UNUS", "Tre sono le meraviglie: Dio e Uomo, Madre e Vergine, Trino e Uno".

All'interno di questo disco si trova il SIGILLO di SALOMONE, più noto come Stella di Davide, costituito da due triangolari equilateri incrociati: nelle pratiche magiche è considerato un potente talismano di protezione ma in alchimia, in quanto unione tra fuoco e acqua, simboleggia l' EQUILIBRIO COSMICO.
 
Sovrapposto al Sigillo vi è la CROCE dei 4 ELEMENTI, simbolo della Terra, sovrapposta ad un cerchio nel quale si legge

"CENTRUM IN TRIGONO CENTRI", ovvero "Il Centro è nel Triangolo del Centro"; all'interno si può notare un altro cerchio più piccolo con un punto al centro, ovvero l' OCULUS , il simbolo alchemico del Sole e dell'oro.

Sull'architrave, sotto la scritta ebraica Ruah Elohim (lo Spirito di Dio), vi è la scritta "HORTI MAGICI INGRESSUM HESPERIUS CUSTODIT DRACO ET SINE ALCIDE COLCHIDAS DELICIAS NON GUSTASSET IASON", ossia

"Un drago custodisce l'ingresso del giardino magico delle Esperidi e, senza Ercole, Giasone non avrebbe gustato le delizie della Colchide".


Sugli stipiti vi sono SEI ISCRIZIONI situate sotto altrettanti segni dei PIANETI , associati ai corrispondenti METALLI:


in alto a sinistra SATURNO-PIOMBO: "QUANDO IN TUA DOMO NIGRI CORVI PARTURIENT ALBAS COLUMBAS TUNC VOCABERIS SAPIENS", "Quando nella tua casa neri corvi partoriranno bianche colombe allora sarai detto saggio";


in mezzo a sinistra MARTE-FERRO : "QUI SCIT COMBURERE AQUA ET LAVARE IGNE FACIT DE TERRA COELUM ET DE COELO TERRAM PRETIOSAM", "Chi sa bruciare con l'acqua e lavare con il fuoco fa della terra cielo e del cielo terra preziosa";


in basso a sinistra MERCURIO-MERCURIO: "AZOT ET IGNIS DEALBANDO LATONAM VENIET SINE VESTE DIANAM", "Quando l'azoto e il fuoco imbiancheranno Latona, Diana verrà senza veste";


in alto a destra GIOVE-STAGNO: "DIAMETER SFERAE THAU CIRCULI CRUX ORBIS NON ORBIS PROSUNT", "Il diametro della sfera, il thau del circolo, la croce del globo non giovano ai ciechi";


in mezzo a destra VENERE-RAME: "SI FECERIS VOLARE TERRAM SUPER CAPUT TUUM EIUS PENNIS AQUAS TORRENTUM CONVERTES IN PETRAM", "Se farai volare la terra sopra la tua testa, con le sue penne convertirai in pietra le acque dei torrenti";


in basso a destra SOLE-ORO: "FILIUS NOSTER MORTUUS VIVIT REX AB IGNE REDIT ET CONIUGIO GAUDET OCCULTO", "Nostro figlio morto vive, torna re dal fuoco e gode dell'accoppiamento occulto".


Sulla soglia vi è la scritta "SI SEDES NON IS", ossia "Se siedi non vai", ma che si può leggere anche da destra a sinistra "SI NON SEDES IS", "Se non siedi vai".


Sotto, ai lati di un segno complesso, "EST OPUS OCCULTUM VERI SOPHI APERIRE TERRAM UT GERMINET SALUTEM PRO POPULO", "È opera occulta del vero saggio aprire la terra affinché generi salvezza per il popolo".

Nonostante varie interpretazioni la PORTA MAGICA, chiamata anche "Alchemica" o "dei Cieli", rimane un grande mistero, più che mai irrisolto dopo oltre tre secoli.



All'angolo nord-occidentale dei giardini della piazza si trovano i cospicui resti del "NINFEO di Alessandro Severo", fatto costruire dall'imperatore come "mostra" di una diramazione dell'Aqua Iulia. Raffigurato in monete commemorative del 226 d.C., il Ninfeo viene ricordato nella "vita" dell'imperatore come "Oceani Solium", cioè "Fontana di Oceano", a causa di una statua che ne costituiva l'ornamento centrale.

La FONTANA con il "FRITTO MISTO" campeggia al centro del giardino. Il gruppo scultoreo marino di tritoni, delfini ed un grosso polipo fu ribattezzato dai romani "fritto misto".

 
L'antica CHIESA di S. EUSEBIO nacque, secondo la tradizione, sulla casa del martire Eusebio, condannato dall'imperatore Costanzo II a morire di inedia nella sua stessa casa. L'interno è a tre navate, la centrale alta e ampia, divisa da archi su pilastri, con una sobria decorazione a stucchi bianchi e dorati; l'affresco sulla volta della navata centrale raffigura la "Gloria di S.Eusebio", opera del 1759 di Raffaele Mengs e custodisce un curioso particolare: uno degli angeli è in realtà un'angiolessa e raffigura le sembianze della donna amata dall'artista. Di notevole interesse è il cinquecentesco coro ligneo con gli stalli ed il leggio in noce intagliata a figure grottesche, unico esempio a Roma. Dalla sagrestia è visibile l'elegante chiostro su due ordini di arcate separate da paraste, al centro del quale è situata una fontana. Nel monastero annesso alla chiesa ebbe sede una delle prime stamperie romane, quella di Giorgio LAUER, nella quale vennero stampate le opere di S.Giovanni Crisostomo annotate da Francesco Aretino. Ogni anno dinanzi alla chiesa, il 17 gennaio, festa di S.Antonio Abate, si svolge la caratteristica benedizione degli animali, qui trasferita, per motivi di traffico, dalla vicina chiesa di S.Antonio Abate.


Anna Maria ALTIERI  da ROMA a WOLFSBURG ...



WOLFSBURG (in basso tedesco Wulfsborg) è una città extracircondariale (targa WOB) di 122.457 abitanti della Bassa Sassonia, in Germania.

La città venne pianificata dai nazionalsocialisti allo scopo di costruire una città per i lavoratori della VOLKSWAGEN.

Venne fondata nel 1938 come Stadt des KdF-Wagens ("Città delle automobili KdF") attorno al villaggio di Hesslingen nel circondario di Gifhorn. Kraft durch Freude (abbreviato in KdF, che significa "forza attraverso la gioia") era il nome dell'organizzazione per lo svago controllata dallo stato tedesco. Uno dei suoi progetti era la KdF-Wagen, che sarebbe in seguito diventata il Volkswagen MAGGIOLINO.

Durante la II guerra mondiale a Wolfsburg vennero costruiti anche fuoristrada, aeroplani e altro equipaggiamento militare, principalmente impiegando lavoratori forzati e prigionieri di guerra impiegati nel campo di lavoro Arbeitsdorf.

Nel 1945, dopo la seconda guerra mondiale, la città prese il suo nome attuale dal Castello di Wolfsburg, fondato attorno al 1300 sulla riva dell'Aller. È nota per essere la sede dell'industria automobilistica Volkswagen.

 


Anna Maria ALTIERI  a CITTA' DELLA PIEVE ...



La incontro in occasione del vernissage dell'antologica "DISSONANZE" all'Osteria  IL VINVERSO del BAFFO e mi presenta alcuni dei suoi ex-studenti ... Insegnante di lettere, ama la pittura...

Nell'ambiente romano ha frequentato gli ateliers di via MARGUTTA ...

"Arrivederci ROMA" ... cantava Renato RASCEL

Arrivederci, Roma...
Good bye...au revoir...
Voglio ritornare in via Margutta
voglio rivedere la soffitta
dove m'hai tenuta stretta stretta accanto a te! ...


A CITTA' DELLA PIEVE dove attualmente risiede l'artista ha esposto in diverse collettive ... ricordo le sue tele materiche dense di colore in mostra a Palazzo della CORGNA ... quei ritratti intimi e sofferti ...


E ancora Anna Maria ALTIERI al Caffè degli Artisti con "IO DONNA"  ...


Adesso "DISSONANZE" a cura di Luca MARCHEGIANI a IL VINVERSO del BAFFO dove non manca un buon calice di VINO : dalla cantina pievese FONTESECCA al TOCAI FRIULANO.



Il  TOCAI FRIULANO è un vino ottenuto dal vitigno autoctono coltivato in Friuli Venzia Giulia, in Veneto e in alcune zone della Lombardia.


UVA a bacca bianca, utilizzata normalmente nella composizione di molti vini della regione del Veneto.

Il Tocai è indubbiamente il vino tipico dei friulani.
L'aggettivo "friulano" è stato aggiunto alla denominazione Tocai a seguito di un reclamo avanzato dall'Ungheria, produttrice del celebre Tokay.
Il Tokay ungherese è un vino liquoroso ottenuto da uve passite, che non ha niente a che fare con il vino tipico del Friuli - vino da aperitivo e da pasto - ottenuto tra l'altro da vitigni completamente differenti.

La Comunità Europea nel 2007 ha dichiarato "Tocai Friulano" il vino per eccellenza del Friuli.
La vinificazione del Tocai Friuliano avviene dopo la raccolta delle uve, eseguita rigorosamente a mano, con selezione dei grappoli.
Pressatura soffice delle uve, fermentazione e affinamento in vasche di acciaio inox, ad una temperatura di circa 18°.

"cul Tocai a sparissin duc'i mai" ... con il Tocai spariscono tutti i mali

Il FRIULANO costituisce una parte importante delle varietà permesse all'interno delle disciplinari di sette zone DOC del Friuli Venezia Giulia (Colli Orientali del Friuli, Collio, Friuli Annia, Friuli Aquilea, Friuli Isonzo, Friuli Latisana e Friuli Grave) ma anche in numerose DOC fuori regione.


La personale "DISSONANZE" di Anna Maria ALTIERI all' Osteria IL VINVERSO del BAFFO in via Roma a Città della Pieve (PG) fino al 6 gennaio 2018.



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