TRE OCHE – la filastrocca dei bimbi !!

Tre oche andavano a ber
Tre oche andavano a ber
andavano a bere alla fonte del re
tre oche, due oche, un’oca, un’ochina e un’ochetta
andavano a bere alla fonte del re.



Quattr’oche andavano a ber
quattr’oche andavano a ber
andavano a bere alla fonte del re
quattr’oche, tre oche, due oche, un’oca, un’ochina e un’ochetta
andavano a bere alla fonte del re.


……………..



" I 4 DELL’OCA SELVAGGIA " ( THE WILD GEESE ) – film d'azione 1978 diretto da Andrew V. McLaglen con Richard Burton e Roger Moore



OCA & TREBBIATURA

La trebbiatura è l'attività conclusiva del raccolto consistente nella separazione della granella del frumento e degli altri cereali dalla paglia e dalla pula… si fa festa !! Il lavoro ferve nell’AIA dove è arrivata la TREBBIATRICE azionata dalla forza motrice del TRATTORE.


I COVONI ( fasci di GRANO ) raccolti dai campi vengono accumulati nella META – sormontata dalle croci recuparate dai campi – a cui si affianca la TREBBIATRICE. I covoni vengono gettati nella macchina agricola che separa il GRANO ( raccolto nei SACCHI ) dalla pula e dalla paglia che va ad alimentare il vicino PAGLIAIO ( stollo centrale ). CONTADINI & MACCHINISTI lavorano nell’aia … la MASSAIA a casa prepara il pasto … protagonista indiscussa l’OCA !!

 

PASTA FRESCA fatta in casa e SUGO con “RIGAGLIE”OCA IN UMIDOOCA ARROSTO con patate … SLURP !!


Il mitico Tavolo dei Macchinisti !! Trattati di tutto rispetto !! Da noi in Umbria era così …



OCA ripiena con l’orecchio del maiale … profumo di finocchio selvatico !!



PIUMINO D’OCA … caldo e leggero !! Giubbotto … Cappotto … PIUMONE sul letto !! GOOSE FEEL !!



FEGATO D’OCA … FOIE GRAS !! FEGATO GRASSO en France … voilà !! Le povere oche vengono fatte ingrassare ... e il fegato si ingrossa … sempre di più … per la delizia dei palati francesi …

L'alimentazione consiste solitamente in grano bollito nel grasso (per facilitarne l'ingestione) e provoca grandi depositi di grasso nel fegato, ottenendo in tal modo la consistenza gelatinosa ricercata dalla gastronomia.

Le oche e le anatre usate nella produzione di foie gras sono in genere OCHE SELVATICHE e incroci sterili di anatre - maschio di Cairina moschata & femmina di anatra domestica (Anas platyrhynchos).



OCA – le Favole di Jean de LA FONTAINE (1669)

Traduzione dal francese di Emilio De Marchi (XIX secolo)
Libro terzo - XII – “Il Cigno e il Cuoco”


Nel cortil d’una grande fattoria
il bianco CIGNO e il PAPERO
vivean coll’altre bestie in compagnia:
l’uno al piacer dell’occhio
e a fregio dei giardini destinato,
e l’altro - dico l’OCA, - allo stufato.


……..

 

PORCA L’OCA – ZUCCHERO

Porca l' OCA
C'ho la PELLE D’OCA
Guarda come dondolo
Se passi di qua

……..



OCA & Sandra MILO … fare l’OCA !! OCA GIULIVA !! … poveri noi !!



IL GIOCO DELL’OCA



OCA      OCONE       OCHINA          OCHETTA    

                                                                              



MAMMA OCA … letteratura per bambini !! (in inglese Mother Goose, in francese Ma Mère l'Oye e in tedesco Mutter Gans).

E’ un personaggio archetipico, un' OCA ANTROPOMORFIZZATA nel ruolo di anziana signora di campagna, che racconta fiabe o recita filastrocche.



I RACCONTI DI MAMMA L’OCA sono una celebre raccolta di fiabe pubblicata da Charles Perrault nel 1697, in cui compaiono le versioni più note di fiabe come La bella addormentata, Cappuccetto Rosso, Il gatto con gli stivali .

Nel 1765 John Newbery pubblicò Mother Goose's Melody, una raccolta di filastrocche.

Nei romanzi di Frank Baum ricorre frequentemente il personaggio di "Papà Oca" (Father Goose).



PENNA D’OCA & CALAMAIO

Fino alla metà del XIX secolo la produzione, la fabbricazione e la vendita delle penne d'oca erano un'industria importante in Europa.

Ciascun uccello produce fino a cinque penne utilizzabili su ciascuna ala. L'asta della piuma è ricoperta di grasso che impedisce all’ inchiostro di aderirvi. Per eliminarlo si utilizza la cenere o la sabbia calda. L’estremità trattata viene quindi raschiata con una lama e lasciata ad invecchiare per un anno. La fase finale di preparazione è il taglio che richiede una particolare abilità e si effettua con l'aiuto di un tagliapenna.





OCA & PALIO SENESE !! NOBILE CONTRADA DELL’OCA … una delle 17 suddivisioni storiche di SIENA secondo il Bando di Violante di Baviera (1730) che definisce la suddivisione territoriale delle Contrade di Siena facendo riferimento ai palazzi e ai loro proprietari dell'epoca.

La contrada ha il titolo di "Nobile" - conferitole dalla Civica Magistratura di Siena il 23 marzo 1846 - come riconoscimento al valore dei suoi soldati in occasione delle battaglie di Montemaggio (1145) e di Montaperti (1260) e nella successiva guerra di Siena (1552-1555).

Nello STEMMA un’OCA con corona reale e la croce di SAVOIA legata al collo con un nastro azzurro in campo verde e bianco bordato di rosso.


CLANGIT AD ARMA



L'OCA è la contrada con più vittorie nella storia del PALIO DI SIENA (65 successi dal 1644 ad oggi). È anche la contrada a cui apparteneva per luogo di nascita (FONTEBRANDA) Santa Caterina da Siena.


L'OCA si rese protagonista del Palio del 4 luglio 1858, passato alla storia per un incredibile imbroglio architettato dai suoi contradaioli al fine di ottenere la vittoria.

In quell’occasione la contrada si era affidata a Gaetano Bastianelli detto Gano di Catera, un conciatore di pelli nato e cresciuto in Fontebranda … FANTINO tanto esperto quanto sfortunato poiché alla tratta la Contrada aveva ricevuto in sorte Trattienti, un cavallo marrone molto bello ma assai lento, come testimonia il nome. Gli OCAIOLI avevano già perso ogni speranza di vittoria quando per Fontebranda transitò un prete di campagna con un cavallo identico a Trattienti ma molto veloce. Scaturì subito l’idea di sostituire Trattienti con il “sosia”… il cavallo del prete, velocissimo, si impose nella carriera e il vero Trattienti risbucò sudato fradicio all’improvviso fra gli ocaioli in tripudio e i rivali increduli e beffati …



PETTO D’OCA … AFFUMICATO … al COINTREAU … all’ ACETO BALSAMICO …



TAVERNA DELL’OCA – ristorante in centro a TORINO



LE OCHE CAPITOLINE – leggenda dell’antica ROMA

La vicenda si svolge sul CAMPIDOGLIO dove sorgeva il tempio di Giunone  presso cui vivevano le OCHE SACRE alla dea. 

I Romani, assediati dai Galli da lungo tempo, cominciavano a soffrire la fame ed erano tentati dal desiderio di uccidere le oche che liberamente si aggiravano sul Campidoglio, ma non osavano farlo essendo queste sacre.
Una notte Marco Manlio, un soldato che dormiva presso il tempio di Giunone, sentì le oche starnazzare … si alzò immediatamente e corse alle mura della rocca. Si scontrò con un Gallo - seguito da altri che stavano scalando la rocca - lo affrontò e gli strappò le dita. Le oche, continuando a starnazzare, svegliarono tutto l’esercito che si precipitò a dare man forte a Marco Manlio.
Grazie all’allarme dato dalle oche i Galli furono sconfitti definitivamente.




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