Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
GIACOMO LEOPARDI, L'infinito, 28 Maggio 1819 (Canti , XII).
Una infinita bellezza. Il Paesaggio in Italia dalla pittura romantica
all’arte contemporanea.
Fino al 9 gennaio 2022 alla REGGIA di VENARIA REALE, a cura di Guido Curto, Riccardo Passoni e Virginia Bertone.
Un sentimento moderno e spiccatamente GREEN attraversa due secoli di arte, accomunando maestri della pittura romantica e voci contemporanee sotto la comune passione per il paesaggio italiano, dalla Cascata delle Marmore ritratta da Jean-Baptiste Camille Corot alle Sculture Fluide di Giuseppe Penone.
Allestita nei grandiosi spazi della Citroniera juvarriana l’esposizione riunisce oltre 200 opere, in gran parte dipinti, ma anche sculture, video, fotografie e installazioni, che raccontano, da nord a sud, le variopinte sinfonie del paesaggio italiano tradotte in pittura da 130 artisti, dalla fine del Settecento a oggi.
Alla Reggia di Venaria il 2021 è un anno GREEN, tutto dedicato al tema attualissimo della tutela della Natura e della sostenibilità ambientale.
Una infinita bellezza. Il Paesaggio in Italia dalla pittura
romantica all’arte contemporanea
Oltre 90 opere della GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino - diventano il nucleo centrale di una rassegna che riunisce molti altri capolavori provenienti dai più importanti musei italiani e da prestigiose collezioni private, in un giro d’Italia di prestiti che spazia da Trento a Palermo.
Il percorso sviluppato in 12 sezioni segue un fil rouge cronologico-geografico che intreccia Spazio e Tempo, valorizzando il contesto piemontese - dove la mostra nasce - e tutto il Nord della nostra Penisola, senza trascurare le importanti scuole regionali del Centro e Sud Italia, dalla fine del 1700 ad oggi.
Dalle poetiche romantiche del pittoresco e del sublime all’affermazione positivista del vero … dalle nuove ricerche divisioniste e simboliste alle provocazioni delle Avanguardie … dalle semplificazioni della Pop Art alle concettualizzazioni dell'arte contemporanea.
Considerato per molto tempo all’interno della formazione accademica un’appendice dei vari generi pittorici, il PAESAGGIO assume lo status di soggetto autonomo solo a partire dalla fine del Settecento.
E’ la RISCOPERTA DELLA NATURA, favorita dalla sua centralità nella cultura illuminista, a sollecitarne un diverso sguardo e una differente rappresentazione.
Ad avviare il percorso è il prezioso nucleo di tempere e acquerelli di Giuseppe Pietro Bagetti e di Giovanni Battista De Gubernatis, in cui la precoce attrazione per gli aspetti transitori e instabili della natura, che anticipa la sensibilità romantica, convive con vedute dalla precisione ottica, memori della tradizione topografica.
Plenilunio sul mare - Giuseppe Pietro Bagetti , 1805 - 1810 | Acquerello su cartoncino
Un aspetto che caratterizza i primi decenni dell’Ottocento è la necessità fortemente sentita dagli artisti del nord Europa di completare la propria formazione in Italia seguendo la tradizione del Grand Tour, al fine di perfezionare la pittura dal vero: esemplare in questo senso il dipinto di Jean-Baptiste Camille Corot con la Cascata delle Marmore, unica opera dell’artista francese presente in una collezione pubblica italiana.
La cascata delle Marmore a Terni - Jean Baptiste Camille Corot, 1826 – 1828 | Olio su tela
Seguendo gli spunti paesaggistici di Massimo d’Azeglio, Luigi Basiletti e gli artisti della Scuola di Posillipo, carpiamo l’abbagliante luce mediterranea sulle coste e nelle campagne tra Roma a Napoli, per risalire la penisola fino alla Milano romantica di d’Azeglio e Giuseppe Bisi.
Esposizione Nazionale Firenze 1861: dalle visioni poetiche di Antonio Fontanesi a quelle di Nino Costa, dalla ricerca di verità presente nelle piccole tele dei Macchiaioli, in cui il paesaggio è reso con immediatezza verista attraverso la luce e le macchie di colore.
Il mattino - Antonio Fontanesi, 1855
La Quiete - Antonio Fontanesi, 1860
La pittrice - Lorenzo Delleani,1881 / Olio su tavola, 37 x 25.5 cm, Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Dalle esperienze della Scuola di Rivara e della Scuola Grigia di Rayper e d’Andrade, che privilegiano la fedeltà al paesaggio, ci si insinua tra le sensibilità divisioniste e simboliste attraverso le opere di Angelo Morbelli e Pelizza da Volpedo e tra i soggetti fortemente evocativi di Gaetano Previati e Giovanni Segantini.
Nel prato (Il mattino) - Gaetano Previati, 1889 – 1890 | olio su tela
Lo specchio della vita (E ciò che l’una fa, e l'altre fanno) - Giuseppe Pellizza da Volpedo, 1895 – 1898 | olio su tela
Questo comune interesse, nei secoli, per l’iconografia del paesaggio non sempre si connota di voci concordi. Ne è un esempio il futurismo, schierato “Contro il paesaggio e la vecchia estetica”, come emerge da alcune opere (futuriste e pre-futuriste) di Giacomo Balla.
Paesaggio con tre arcobaleni visto dall'alto - Gerardo Dottori, 1932 | Olio su tavola
Non si poteva eludere, infine, la presenza di Giorgio de Chirico con un capolavoro pre-concettuale, più ancora che metafisico, di quadro nel quadro.
Interno metafisico (con alberi e cascata) - Giorgio de Chirico, 1918 | olio su tela
Molto ricca è la sezione della pittura tra le due guerre mondiali. Le presenze più forti sono quelle di
Carlo Carrà - con la sua visione neo-antica, addirittura pre-rinascimentale, dopo le stagioni futurista e metafisica
Giorgio Morandi, con i suoi paesaggi decantati
Filippo de Pisis, alfiere di una libertà di pittura senza condizionamenti.
Vele nel porto - Carlo Carrà, 1923 | Olio su tela
Capanni sul mare - Carlo Carrà, 1927 / olio su tela applicata su cartone
Una qualche attenzione al paesaggio è presente anche nel grande pittore torinese Felice Casorati ed alla rappresentazione paesaggistica si dedicano, in molte opere di qualità, i Sei di Torino: da Gigi Chessa a Enrico Paulucci.
Paesaggio toscano - Felice Casorati, 1929 | Olio su legno
Paesaggio meridionale - Piero MARTINA, 1949 / Olio su tela
Gli anni del dopoguerra vedono cimentarsi sul tema del paesaggio i maggiori artisti informali e della Pop Art italiana, interessata, tramite Mario Schifano, in mostra con il suo Paesaggio anemico II, a scrutare segni e simboli della vita moderna con la natura artificiale di Piero Gilardi.
Paesaggio anemico II - Mario Schifano, 1965 | Smalto su tela
Zuccaia - Piero Gilardi, 1966 / Poliuretano espanso Flessibile, 40 x 150 x 150 cm
Il percorso si conclude con l’arte contemporanea che dialoga con l’ambiente e il paesaggio, come accade in modo emblematico nei Giardini della Reggia con le Sculture Fluide di Giuseppe Penone, l’installazione concettuale di Giovanni Anselmo e la scultura bronzea Gea di Luigi Stoisa.
All’interno della Citroniera juvarriana in mostra le sculture di Luigi Mainolfi, Ezio Gribaudo, Luisa Valentini, Jessica Carroll, Maura Banfo, Luca Pancrazzi, le fotografie su seta di Elisa Sighicelli e il decollage di Stefano Arienti, la grande videoinstallazione Orbite Rosse di Grazia Toderi, i dipinti di Francesco Casorati, Francesco Tabusso, Nicola De Maria, Mimmo Paladino, Salvo, Giovanni Frangi, Riccardo Taiana, Luisa Rabbia, Laura Pugno, Paolo Leonardo, Daniele Galliano, Pierluigi Pusole, Andrea Massaioli, Velasco Vitali e le fotoinstallazioni dedicate ai nonluoghi delle periferie industriali di Botto & Bruno.
Nascita di Orco ed Elefantessa, 1980 – Luigi Mainolfi / Terracotta policroma
Vetta, 2016 - Andrea Massaioli / oil on canvas, 300 x 200 cm
Primavera – Salvo (Salvatore Mangione)
Le opere di Giovanni Frangi
Il FIUME – Detriti ridotti in polvere e incapsulati : come pixel restituiscono l’immagine del corso d’acqua e delle sue sponde.
Chiudono la mostra alcune opere realizzate appositamente per il percorso espositivo, dedicate al paesaggio che avvolge la Reggia di Venaria - realizzate da Ugo Nespolo e Giorgio Ramella - e un omaggio al Monviso, emblematica montagna piemontese, dalla cui falde nasce il Po.
Collezione Monviso – parte 1
Orbite Rosse - Grazia Toderi, 2009 / videoinstallazione
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