27 GENNAIO : per ricordare la SHOAH.
La memoria corre a BERLINO con il Memoriale dell’ OLOCAUSTO dell’architetto Peter EISENMAN inaugurato nel 2005 : un percorso labirintico entro una vasta griglia di ben 2711 colonne di calcestruzzo su un terreno scosceso e irregolare senza speranza di risalita in un’atmosfera estraniante. Il percorso tra le colonne che evocano lapidi funerarie con lo scricchiolio dei passi sulla ghiaia, metafora del complesso percorso interiore che l’uomo vive al ricordo del genocidio degli EBREI.
Il monumento sorge emblematicamente presso la PORTA di BRANDEBURGO e il REICHSTAG, vicino la sede amministrativa della macchina da guerra di Hitler. L’effetto di disorientamento è voluto da EISENMAN con il movimento instabile delle colonne inclinate che diviene minaccioso e opprimente, il tutto sotto una coltre di neve e l’aria gelida di una fredda mattina tedesca…
E poi il JUDISCHES MUSEUM BERLIN, il più grande museo ebraico in Europa realizzato in 2 edifici, l’ampliamento moderno dell’architetto Daniel LIBESKIND ( 2001 ) che ha battezzato il suo progetto “Between the lines” . All’incrocio fra le linee : VOIDS, zone vuote a tutta altezza ...Una planimetria a forma di ZIG –ZAG… l’edificio è stato soprannominato BLITZ, fulmine !!! La forma ricorda una Stella di DAVID decomposta e destrutturata. E’ tutto ricoperto da lastre di zinco, con facciate solcate da lunghe e sottili feritoie, come profonde ferite disposte in modo casuale…
L’accesso è dall’adiacente BERLIN-MUSEUM, collegati fra loro da una scala e un percorso sotterraneo che simboleggia la connessione tra la storia ebraica e quella tedesca ed è composto da 3 assi, i diversi destini del popolo ebraico:
- l’asse dell’ OLOCAUSTO verso una torre vuota, buia, non climatizzata, oltre una porta enorme e pesante, con in alto una stretta fessura, la TORRE DELL’OLOCAUSTO
- l’asse dell’ ESILIO verso un giardino esterno quadrato racchiuso fra 49 colonne, il GIARDINO DELL’ESILIO
- l’asse della CONTINUITA’ che rappresenta il permanere degli Ebrei in Germania nonostante l’ Olocausto e l’ Esilio e conduce ad una scala che sale all’entrata del MUSEO.
Percorso di entrata dunque lungo e difficile per infondere nel visitatore le sensazioni di SFIDA e di DIFFICOLTA’ che distinguono la storia ebraica.
“DUE MILLENNI DI STORIA DEGLI EBREI IN GERMANIA”
Nel GIARDINO DELL’ESILIO il numero 49 di colonne è simbolico, a ricordare l’anno di nascita dello stato di ISRAELE (1948) + la colonna centrale che rappresenta BERLINO, riempita di terreno proveniente da GERUSALEMME. Sulla sommità delle colonne alte 6 metri alberi di olivagno, simbolo di PACE e della speranza di un ritorno in PATRIA. LIBESKIND ha cercato di infondere nel visitatore la stessa sensazione di straniamento e disagio provata dagli Ebrei esiliati: piano di calpestio inclinato di 6 gradi per trasmettere sensazione di mancanza di equilibrio.
Nello SPAZIO VUOTO della MEMORIA, l’unico VOID dell’edificio accessibile, l’installazione dell’artista israeliano Menashe KADISHMAN “Shalechet” (foglie cadute), 10000 volti in acciao punzonato sul pavimento da calpestare…
E tornando in ITALIA penso al film con 3 premi OSCAR “LA VITA E’ BELLA” di Roberto BENIGNI e all’artista ebreo genovese Emanuele LUZZATI, scenografo e illustratore , che tanto ha dedicato al mondo dell’infanzia, conosciuto a moltissimi per il PRESEPE di LUCI d’ ARTISTA a TORINO…. Ma questa è un’altra storia…!!!!