BERGAMO, la Città dei Mille … Una città incredibile alla difesa del proprio dialetto… Bèrghem nel cartello all’ingresso della città che diede oltre 150 camicie rosse all’epica spedizione garibaldina…
Due nuclei urbani : la Città Alta, il borgo vecchio sulla collina, circondato dalle imponenti Mura Venete con la maestosa Porta S. Giacomo con il leone di San Marco e la Città Bassa, l’estensione moderna ai piedi del colle.
Due funicolari : la funicolare di città alta per salire al centro storico e poi oltre la Cittadella la funicolare di San Vigilio per salire ancora più in su, in cima al colle.
In basso, usciti da Porta S. Agostino , due realtà artistiche contrapposte : l’ Accademia Carrara, raffinata pinacoteca fondata da Giacomo CARRARA (1714-1796) per condividere la passione per l’arte e valorizzare le sue doti educative, con la creazione di una scuola di pittura e la GAMeC, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, con in esposizione permanente le opere di Giacomo MANZU’ ( 1908-1991).
Il cuore di BERGAMO Alta è Piazza Vecchia … superfluo parlare del Duomo con le celebri tarsie di Lorenzo LOTTO, della Cappella COLLEONI, del Battistero e della Chiesa di S. Maria Maggiore …
Il Palazzo della Ragione (secoli XII-XVI) contende al Palazzo di Pavia il primato della più antica edificazione tra i broletti lombardi ancora esistenti. Nel corso del ‘400 si ribaltò la fronte dell’edificio da Piazza del Duomo (lato sud) a Piazza Vecchia (lato nord) e si abbellì la nuova facciata con una finestra centrale trifora, successivamente sormontata da un leone di San Marco, con due trifore ai lati. All’incendio del 1513 durante l’occupazione spagnola seguì un restauro globale dell’edificio ad opera dell’ architetto Pietro Isabello e del figlio Leonardo (1538-1554) che tra l’altro portò alla realizzazione di un unico grandioso salone al primo piano con copertura a tetto a doppia falda supportata da sette capriate in legno… Nel 1798 l’ abate Albrici collocò sul pavimento del portico un analemma (orologio solare che indica il mezzogiorno astronomico) inciso su lastra di marmo…
La Sala delle Capriate oggi ospita temporaneamente una selezione delle maggiori collezioni dell’ Accademia Carrara, la cui monumentale sede neoclassica è sotto restauro: “Vincere il Tempo. i Collezionisti: la passione per l’arte e il dono alla città”.
Collezioni di Giacomo Carrara, Guglielmo Lochis e Giovanni Morelli. Interessante notare le personalità, le passioni e le scelte dei singoli collezionisti vissuti in epoche diverse.
Al centro della Sala delle Capriate omaggio a un capolavoro : Andrea MANTEGNA (1430 ca. – 1506) – Madonna col Bambino. “Dipinta alla fine degli anni ’70 del Quattrocento, si colloca all’apice della stagione mantovana di MANTEGNA, a conclusione della celebre Camera degli Sposi e in stretto dialogo con il Cristo morto di Brera”.
La tela è di dimensioni contenute e ciò fa pensare che fosse destinata alla devozione privata…
Il raffinato collezionista Carlo Marenzi donò nel 1851 il dipinto all’ Accademia Carrara.
Madonna col Bambino - Una preziosa maternità che colpisce per l’espressione sofferente del Bambino con i due incisivi superiori appena spuntati e gli occhi rovesciati e rivolti al cielo… quasi una consapevolezza della Crocifissione dell’età matura… un braccialetto di corallini rossi al polso… un preludio alla corona di spine sul capo… Splendido il raffinato manto della Madonna realizzato con materiali preziosi come il blu di lapislazzuli e l’oro per il minuzioso tratteggio… Lo straordinario effetto del dipinto è il risultato di una tecnica rara utilizzata dal MANTEGNA per ottenere l’effetto artistico ricercato: la “tempera magra” , che crea superfici chiare e porose che non prevedono una verniciatura finale. La delicata opera e la tecnica poco usata e conosciuta, con un leggero appretto preparatorio della tela prima del colore, ha richiesto pertanto un innovativo e attento intervento di restauro, studiato dall’ Opificio delle Pietre Dure (OPD) di FIRENZE , un vero e proprio progetto di ricerca. Il risanamento della tela è stato l’intervento più impegnativo. Il capolavoro è adesso contenuto in una speciale teca di protezione per garantire le migliori condizioni di conservazione. Andate a vedere ed emozionatevi come faccio io!!
Tra le specialità culinarie di BERGAMO casonsei ( casoncelli ) ottimi burro e salvia e polenta e osèi ( polenta e uccellini ) …quest’ultima più recentemente divenuta anche ricetta di pasticceria per un dolcetto sfizioso… !!!