Poco sotto i resti del SEPOLCRO DEI MONACI a pianta ottagonale …
L’ABBAZIA – edificata tra il 983 e il 987 d.C. - è uno dei sette punti della LINEA di GERUSALEMME (LEY LINE) segnata dall’ ARCANGELO MICHELE : il colpo di spada con cui scacciò il demonio, relegandolo per sempre all’Inferno … il tracciato dall’ Irlanda fino a Israele passando in Italia attraverso il Piemonte (Sant’Ambrogio di Torino con la SACRA ) e la Puglia (Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia con il SANTUARIO)
La STATUA di SAN MICHELE ARCANGELO domina l’ingresso all’abbazia – opera dello scultore altoatesino Paul dë Doss-MORODER - con la SPADA conficcata a terra … sotto le ALI DI LUCIFERO sconfitto sprofondato negli inferi …
Il ripido e austero SCALONE DEI MORTI (un tempo sfruttato per sepoltura di uomini illustri, abati e benemeriti del monastero) si inerpica sul roccione, sul quale sono ancora visibili sarcofagi con affreschi, avvolgendosi attorno ad un possente pilone … sulla sommità la luce dal PORTALE DELLO ZODIACO (1128-1130) - opera romanica scolpita dal Maestro Nicolao, famoso architetto-scultore piacentino.
COSTELLAZIONI AUSTRALI e BOREALI, SEGNI DELLO ZODIACO, TRALCI VEGETATIVI con figure di ANIMALI, SCENA DI CACCIA ALLA LEPRE … CAPITELLI con SIRENE e FIGURE FEMMINILI che allattano SERPENTI … alla base delle COLONNE LEONI e GRIFONI …
Le TERRAZZE si affacciano sul piccolo cortile del MONASTERO, sulla verdeggiante vallata cinta dalle cime innevate delle ALPI … sullo sfondo il ROCCIAMELONE !!
La parte nord-ovest del monte PIRCHIRIANO su cui è edificata l’Abbazia è occupata dalle Rovine del MONASTERO NUOVO, realizzato tra il XII e il XIV secolo nel periodo di massima espansione della comunità monastica.
Tra le rovine è visibile una “Casetta” costruita alla fine del 1800, utilizzata dal Genio Militare come stazione per il telegrafo ottico. Questo sistema, sfruttando l’alfabeto morse con l’emissione di lampi di luce, permetteva la trasmissione dei messaggi e la comunicazione tra Torino e i forti militari della Triplice Alleanza.
La TORRE della BELL’ALDA si erge a strapiombo sul precipizio : la leggenda narra che la bella fanciulla si fosse gettate dalla torre per sfuggire ai soldati nemici, invocando l’aiuto di San Michele e della Vergine, cadendo illesa al suolo come sostenuta da inaspettate ali … ALDA, vanitosa dell’accaduto, volle ripetere il gesto, sfracellandosi a terra …
< Lo storico Gallizia è il primo che nel 1699 parla della leggenda e pare che il fatto sia accaduto ai suoi tempi. Egli scrive infatti: “Tanto ci raccontavano i vecchi che erano coetanei ai tempi ne’ quali ciò successe”>
Nella severa CHIESA (XII secolo) le TOMBE di CASA SAVOIA un tempo in DUOMO a TORINO … qui per volere di re CARLO ALBERTO , sovrastate da un notevole trittico di Defendente FERRARI …
Tra i verdi prati dell’abbazia emerge l’antica GHIACCIAIA dove veniva accumulata la neve a ricorsi separati da letti di paglia …
Poco sotto una CAMPANA celebra i 180 anni dei PADRI ROSMINIANI alla SACRA : 1866 - 2016
Nella FORESTERIA GRANDE la mostra
“LE DONNE DEL VANGELO – La dignità della CARITA’”
a cura di Concetta LETO introdotta da Vittorio SGARBI : protagonista Ottavio MAZZONIS - l’artista torinese scomparso nel 2010, lasciando incompiute le due pale d’altare per la ricostruzione della CATTEDRALE di NOTO.
Una selezione di opere dell’artista in mostra con alcune opere di altri autori esposte nel suo palazzo, che certamente influirono nella sua formazione artistica, tra cui Matthias STOMER e Luca GIORDANO .
L'attenzione cade su una CARITA’ ROMANA : al seno di una giovane donna il vecchio padre …
CARITAS ROMANA dai racconti dello storico romano VALERIO MASSIMO :
la storia di CIMONE - un uomo in carcere condannato a morte per fame … di nascosto soccorso dalla figlia PERO che allattava il suo neonato …
I carcerieri, scoperto l’accaduto, restarono così impietositi dal gesto estremo di generosità filiale della giovane che scarcerarono il vecchio uomo …
Una fonte del racconto può essere il mito etrusco di UNI che allatta HERCLE adulto. La storia di Cimone è preceduta inoltre da un'altra quasi identica narrata da PLINIO il VECCHIO : la storia di una donna plebea che viene incarcerata e allattata da sua figlia. Il tema è stato rappresentato frequentemente nell'arte.
Di Ottavio MAZZONIS studi e olii … splendidi quei due corpi fusi nel bianco dello sfondo … non appaiono i volti di ADAMO ed EVA, ma solo le chiome fluttuanti !!
La scena è ripresa con la luce crepuscolare …
La MADDALENA bacia i piedi di GESU’ … è la MADDALENA peccatrice a casa di SIMONE negli studi preparatori … è sempre SILVIA : la modella di Ottavio MAZZONIS : una MADDALENA moderna ed elegante nella tela all’ATELIER dell’artista !!
SILVIA ha presenziato la cerimonia conclusiva dell’evento a SACRA di SAN MICHELE domenica 14 maggio 2017.
E ancora Ottavio MAZZONIS alla SACRA nella collettiva 2014 “PREGHIERE d’ARTISTA” – Artisti del ‘900 in Piemonte
Ottavio nasce nel 1921 a TORINO nel Palazzo MAZZONIS – attuale sede del MAO : Museo d’Arte Orientale. La madre Elisa Desio Boggio un’apprezzata soprano … il padre Federico un noto industriale e collezionista di dipinti …
Una lunga attività artistica quella di Ottavio MAZZONIS … molte opere a carattere religioso … mostre nazionali e internazionali. Nel 2000 realizza per la città di CENTO (Ferrara) 15 stazioni della VIA CRUCIS nella Chiesa del Santo Rosario. Nel 2007 espone “LA NUBE” (300x175) a Palazzo Reale – MILANO – in una mostra curata da Vittorio SGARBI.
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