Il 17 gennaio – ricorrenza di S. Antonio Abate – decreta l’inizio del Carnevale che terminerà il Martedì Grasso, seguito dal Mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima.


In questo arco di tempo variabile una miriade di eventi caratterizzano le diverse località italiane con le tradizioni più disparate.

Dai celebri carri allegorici con opere in carta pesta di VIAREGGIO e CENTO, ai caratteristici carnevali alpini con maschere ornate di nastri e fiori variopinti come la COUMBA FREIDA valdostana o il PÜST della Val Resia , dai Balarì del carnevale Bagosso alle Dame del ‘700 veneziano fino agli Aranceri d’Ivrea … tanto per citarne alcuni.



Carlevè ‘d Turin

Il Carnevale di Torino torna dal 25 gennaio al 9 marzo con sfilate, carri allegorici, gruppi folkloristici e le tradizionali maschere Gianduja e Giacometta.

Sabato 25 gennaio si terrà la cerimonia inaugurale con una sfilata spettacolare per le vie del centro, accompagnata dalle maschere storiche di altri carnevali piemontesi e italiani.

L’evento celebra anche i giovani atleti delle Universiadi Invernali 2025, ancora presenti in città. Il programma prevede alle 16.00 il ritrovo dei partecipanti in Piazza Palazzo di Città, la sfilata nelle vie centrali e alle 18.00 la Messa nel Duomo di Torino in ricordo dei Gianduja storici del Carlevè, Andrea Flamini e Aldo Rocchietti March.

 

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Carnovale di Torino 1886 - Ricordo del 3° congresso delle maschere italiane al Ciabot di Gianduia (Archivio Storico della Città di Torino)





Gli Spadonari di Venaus ogni anno si esibiscono nella loro popolare danza in onore di San Biagio e di Sant'Agata, patroni del paese, la cui festa ricorre rispettivamente il 3 e il 5 febbraio.

 

 

VENAUS chiesa parrocchiale

 

 

VENAUS Spadonaro scorta la statua del patrono San Biagio durante la processione



Una delle tradizioni più antiche della Valle di Susa, nata intorno al V-IV secolo con la funzione di celebrare il passaggio dall'inverno alla primavera, dalla morte alla rinascita e per evocare la fertilità dei campi. 



VENAUS spadonari

 




Domenica 9 febbraio giornata conclusiva del Carnevale storico di

AGLIE’, incantevole borgo canavesano dalle antiche tradizioni.

 

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“Il tempo di Casanova” – l’omaggio del Carnevale di VENEZIA al suo illustre concittadino nel 300° anniversario dalla nascita.



Giacomo Girolamo Casanova (Venezia, 2 aprile1725Duchcov, 4 giugno1798) è stato un avventuriero, scrittore, poeta, alchimista, esoterista, massone, diplomatico, scienziato, filosofo e agente segretoitaliano, cittadino della Repubblica di Venezia.

 

VENEZIA Casanova

 

Il Carnevale di VENEZIA torna a incantare il mondo dal 14 febbraio al 4 marzo 2025, con un’edizione speciale dedicata all’intramontabile figura del veneziano.

 

VENEZIA selezione 12 Marie

 

Sabato 22 febbraio, a partire dalle ore 15.30, appuntamento con il corteo acqueo di gondole che farà sfilare le 12 fortunate ragazze selezionate per La Festa delle Marie lungo il Canal Grande, da Santa Sofia a Piazza San Marco.

Come da tradizione,  al termine della sfilata sull’acqua, le 12 Marie verranno presentate ufficialmente al pubblico sul Palco di Piazza San Marco, dove – alle ore 16.30 circa – verrà scattata l’iconica foto di rito.





Carnevale alpino di Valdieri (Cuneo) - Dal 21 al 23 febbraio 2025 il paese sarà animato da tanti eventi dedicati alla valorizzazione delle tradizioni locali.

 

VALDIERI Orso Segale



L'Orso di Segale tornerà a creare scompiglio per le strade del paese domenica 23 febbraio.

 

Venerdì 21 febbraio - laboratorio per i più piccoli e serata culturale

Sabato 22 febbraio (ore 16) – festa “gustosa” !! I fra (una confraternita di finti religiosi poco raccomandabili) e il domatore, accompagnati da Quaresima, peroulíer (giovani e rumorosissimi aggiustatori di pentole coi volti sporchi di fuliggine) e dalla chantourio ed l’Ouars (i cantori che danno voce al Carnevale) busseranno alle porte dei valdieresi in cerca di “qualcosa di buono da mettere sotto i denti”.

In cambio di cibo, offriranno canzoni e la lettura delle epistole, componimenti ironici che narrano le vicende della comunità durante l'anno passato. Il corteo raggiungerà la piazza del municipio alle ore 20.30 per una serata di veglia: tra scherzi, canzoni e degustazioni gratuite, si saluterà il ritorno delle Fantine, le graziose donzelle barbute alla ricerca di un ragazzo da maritare.



Questa manifestazione informale e festosa è aperta al pubblico: per partecipare da protagonista, vestiti da peroulíer !
Bastano pantaloni scuri, una camicia “montanara” e un cappello di stoffa o di paglia. A truccarti la faccia di nero ci pensano i valdieresi !!


 

 

Domenica 23 febbraio appuntamento imperdibile a SAN GIOVANNI IN

PERSICETO (Bologna) … la città dello SPILLO !!


SCENOGRAFIA   MUSICA   TESTI     EFFETTI SPECIALI   MECCANISMI … ingranaggi e leverismi … APRI   CHIUDI   ALZA  ABBASSA  GIRA  STACCA … !!   INGEGNO & FANTASIA !!   IL CANTIERE del CARNEVALE !!


La maschera ispiratrice è Bertoldo, il contadino protagonista della raccolta di racconti Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno di Giulio Cesare Croce.



Il Carnevale storico persicetano nasce ufficialmente il 15 febbraio del 1874, anno in cui fu fondata la “Società del Bertoldo”, ma tracce di questa manifestazione si trovano già in documenti di secoli precedenti, come attesta il recente ritrovamento di un documento d’archivio che risale all’inizio del 1600.

 

 

Societa Bertoldo e Bertoldino 1923


 

Il simbolo del Carnevale Persicetano è Re Bertoldo, accompagnato dal figlio Bertoldino e dalla madre Marcolfa: tre personaggi di fantasia nati dalla penna dello scrittore cinquecentesco Giulio Cesare Croce (1550-1609) che nacque e visse a San Giovanni in Persiceto.

Nell’opera “Le sottilissime astuzie di Bertoldo”, scritta dal Croce nel 1606, il villano Bertoldo incarna la quintessenza dell’arguzia, dello sberleffo irriverente e del linguaggio essenziale, diretto e fatto di cose concrete e fantasiose al tempo stesso. Proprio per questo Bertoldo, entrato nell’immaginario collettivo come il contadino “scarpe grosse e cervello fino”, incarna da sempre lo spirito del Carnevale Persicetano.

 

SAN GIOVANNI in PERSICETO

 

Peculiarità indiscussa del carnevale persicetano è

“Lo Spillo”, dal dialetto “al Spéll”, che anticamente significava

“zampillo” o “schizzo” ma anche “trasfigurazione”, e la cui etimologia potrebbe avere addirittura origine germanica e costituire una rarissima e preziosa fonte storica dell’insediamento locale longobardo.

La domenica di carnevale, una volta giunti in piazza, i carri si trasformano “dischiudendosi” e svelando così la propria allegoria.

Per mezzo di ingegnosi meccanismi nascosti, appaiono nuove forme e nuovi colori mentre maschere e attori propongono una vera e propria azione scenica. Il carro si fa così palcoscenico, la piazza diventa teatro e la sfilata si muta in rappresentazione.

Dalla “scatola chiusa” del carro, come dal cilindro di un grande mago, può uscire di tutto: angeli e diavoli, navi semoventi e animali strabilianti, fiori bellissimi e frutti giganteschi, grandi raffigurazioni di personaggi famosi, esplosioni e fumi di ogni colore.

 

 

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“Con la testa piena”, il carro della società Ocagiuliva prima classificata alla 150a edizione 2024 del Carnevale Storico persicetano che si aggiudica il gonfalone bianco della vittoria.

 

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“Con la testa piena: Ocagiuliva affronta il tema del carnevale come grande contenitore di idee, fantasia e poesia omaggiando Jacques Tati, Giulio Cesare Croce, Bertoldo, le immagini dei carnevali passati e ricordando l’importanza dei sogni per i bambini di tutte le età

Il colorato drago Norberto e gli altissimi fenicotteri hanno poi catturato l’attenzione di grandi e piccini. La società si è aggiudicata inoltre il Premio Bertoldino per la miglior colonna sonora.

 

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In occasione del 150° anniversario del Carnevale Storico persicetano  BIBUS Italia ha deciso di contribuire alla realizzazione del carro fornendo i componenti necessari per la sua movimentazione.

Nel dettaglio, sono stati utilizzati distributore proporzionale e centralina elettronica Danfoss Power Solutions, centralina idraulica Power Hydraulik  e gruppi di rotazione di Meta Hydraulic per azionare il drago Norberto, uno dei pezzi forti del carro allegorico creato da Ocagiuliva.






PÜST – Carnevale in VAL RESIA dal 27 febbraio (giovedì grasso) al 5 marzo (le ceneri)


La Val Resia (Rosajanska Dolina in dialetto resiano; Rezijanska Dolina in sloveno; Val Resie in friuliano) si trova in provincia di Udine ma è un territorio caratterizzato da una cultura di ceppo slavo che testimonia la grande ricchezza culturale del nostro Paese. Qui si parla il resiano, una lingua paleoslava riconosciuta dall’UNESCO come lingua in via di estinzione.

Resia è un comune sparso, composto quindi da diverse frazioni: Gniva (Njiva), Oseacco (Osoane), Prato (Ravanca), San Giorgio (Bila), Stolvizza (Solbica), Uccea (Učja).

La valle termina con una catena montuosa del quale il Monte Canin rappresenta la vetta più alta, e segna il confine tra Italia e Slovenia. Parte del territorio fa parte del Parco naturale delle Prealpi Giulie.

 

 

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PÜST : una delle manifestazioni più importanti della comunità locale che riesce ancora oggi a coinvolgere giovani e meno giovani. Risale a tradizioni antiche della cultura di ceppo slavo

Si festeggia nell’ultima settimana : il giovedì grasso (Jojba Grasa), il sabato sera, la domenica (Püstawa nadëja), il lunedì, il martedì (TeVlïki Püst) e il mercoledì delle ceneri (Te din na pëpël).

La cerimonia principale, Püstawa nadëja, nella frazione di San Giorgio (Bila).

La tradizione vuole che gli abitanti del paese si travestano da maschere “belle” e maschere “brutte” e che danzino al ritmo della musica resiana.

 

 

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Te lipe bile maškire (le belle mascherine bianche) sono le più conosciute: le ragazze indossano vestiti bianchi a balze decorati da nastri colorati e sul capo portano un alto cappello adorno di centinaia di fiori di carta colorata e piccoli sonagli. Un tempo solo le ragazze non sposate potevano indossare questo costume.

 

 

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Il maškarun è una maschera molto simile alla precedente, ma indossata dagli uomini.

babaci/kukaci,  le maschere brutte, non hanno un costume preciso e lasciano spazio alla fantasia. Generalmente i figuranti indossano vestiti rovinati o al contrario e si truccano il viso o lo coprono.

Le musiche e le danze risalgono ai primi insediamenti della comunità resiana.

Si utilizzando soltanto due strumenti - la cïtira (violino) e la bünkula

(violoncello) - entrambi modificati per rendere il suono simile a quello di una

dudy (cornamusa), utilizzata in valle prima dell’avvento di questi strumenti a corda.

Le danze si protraggono per ore ed ore, nelle osterie e negli spazi predisposti per i festeggiamenti. Si balla, tempo permettendo, anche all’esterno, in particolare domenica pomeriggio.

Il Carnevale si conclude il Mercoledì delle Ceneri con il rogo del fantoccio “babaz”, segnando così la fine di un ciclo per ricominciarne uno nuovo. 



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