Sabato 25 gennaio : al via il Carlevè ‘d Turin con una sfilata spettacolare per le vie del centro accompagnata da Gianduja e Giacometta e dalle maschere storiche di altri carnevali piemontesi e italiani.
Appuntamento in Piazza Palazzo di Città per sfilare quindi in Via Garibaldi, Piazza Castello, Via Roma, Via Maria Vittoria, Piazza Carignano …
Numerosi i gruppi storici e carnevaleschi partecipanti con la banda musicale di Saluggia e le "Turinstars Majorettes", team storico della Rappresentativa Nazionale Majorettes Figm.
L’arrivo in taxi delle Majorettes da Giaveno e Torino
Le maschere veneziane di Alfatre Gruppo Teatro di Collegno
Costumi elaborati e acconciature imponenti per i tanti personaggi che rappresentano le Stagioni, il Sole, la Luna, le Stelle, la Medusa e il Mandarino cinese …
Il corteo aperto dagli Arlecchini della Commedia dell’Arte
L’arrivo di Gianduja e Giacometta
Majorettes in Piazza Castello
Gruppo storico Conte Occelli di Nichelino
Le maschere del Carnevale di Borgo d’Ale sono Enrico La Porta e Rosmunda, protagonisti del romanzo storico La Cella di Borgo d’Ale, opera del concittadino Domenico Porta edita nel lontano 1879.
La storia raccontata richiama nella trama e nei personaggi I Promessi Sposi del Manzoni. Al posto dell’arrogante Don Rodrigo troviamo un padre dispotico, il Marchese Alfredo, che ostacola l’amore dei due giovani, aiutato dal crudele barone Alfonso che rinnova la figura dell’Innominato manzoniano, accettando di custodire in prigionia la giovane figlia dell’amico marchese, con la complicità di Don Procopio, novella figura del più famoso Don Abbondio.
Alfatre Gruppo Teatro di Collegno
Alle 18 Gianduja e Giacometta con le Maschere storiche
raggiungono il Duomo per assistere alla Messa del Carnevale,
una vecchia tradizione promossa negli anni dai grandi Gianduja storici di Torino,
Andrea Flamini e Aldo Rocchietti March della storica Associassion
Piemonteisa.
La Fenice Rinnovata – Gruppo storico di Torino con riferimenti a Casa Savoia (1630-1750 circa)
Il gruppo storico "La lavandera ed ij lavandè 'd Bertula" dal 1997 promuove le tradizioni, i costumi e le usanze del quartiere Bertolla di Torino.
Borgata Bertolla, all’estrema periferia nord-est della città di Torino, quasi al confine con le città di San Mauro Torinese e di Settimo Torinese, laddove la Stura di Lanzo confluisce nel Po, è luogo noto per la caratteristica attività dei lavandai che, dalla fine dell'Ottocento e in modo organizzato dai primi del Novecento, si occupavano di lavare i panni per tutti gli abitanti di Torino.
Chi viveva in città, infatti, non aveva la comodità dell'acqua corrente e degli scarichi all'interno delle abitazioni, e inoltre una ordinanza comunale del 1934 vietava di sciorinare i panni nei rivi cittadini e l'asciugatura degli stessi per le vie della città, al fine di evitare che questa assumesse un aspetto poco decoroso. Così tutte le famiglie erano costrette ad affidare a terzi il lavaggio di lenzuola, tovaglie e indumenti.
La zona di Bertolla, caratterizzata da molti canali (bealere) che portavano l'acqua ai campi coltivati a granoturco o a foraggio per il bestiame, divenne il quartiere dei lavandai. Qui si sfruttava la ricchezza d'acqua e la possibilità di usare gli spazi di campagna come asciugatoi naturali, per sviluppare la redditizia ma faticosissima attività di lavanderia.
Reportage fotografico by Barbara CARICCHI
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