Con una ricca sfilata di carri allegorici e maschere e un bel sole dopo la
pioggia del sabato, il Carlevè ‘d Turin alla Pellerina torna a sorprendere
e divertire attorno al Luna Park del Carnevale con la Fiera dei Vini !!
“Giuvan me l’aj” (giovani come l’aglio) di San Giorgio Canavese con il carro Guerrieri del Walhalla
La parata prende il via con l'esibizione dei gruppi di Majorettes di Borgo San Donato e Punto e Virgola di Druento, accompagnati dalla Banda musicale di Torino.
In prima fila immancabili le maschere simbolo della città :
Gianduja e Giacometta.
Sempre da Torino i gruppi storici “La Fenice Rinnovata” e "La lavandera ed ij lavandè 'd Bertula"
Buscaja e la Bella Antilia da Busca (Cuneo)
Gruppo storico di Chivasso con Teodoro I Paleologo, marchese di Monferrato che nel 1306 successe agli Aleramici nel governo della città, mantenendolo fino al 1338.
Il conte di Castelrosso e il suo cavaliere
Moschettieri Trampolieri Personaggi dei cartoons
Gruppo artistico “Via col Vento” di Savona
Arrivano da tutta la regione i carri allegorici, ognuno con
le proprie creazioni originali e scenografiche.
Il Conte Verde da Rivoli
“I Scapà da cà” di Valperga vestiti in azzurro e guidati dalla tigre.
La Ferrari della Formula 1 con il gruppo di Poirino
Intelligenza Artificiale : RiprendIAmoci il futuro, l’inno dei “Patela vache” di Nichelino : una folta schiera di giovani IA d'argento vestiti.
Non fuggire, affrontalo il carro di Villafalletto
L'apocalisse con il pianista sull’oceano infestato dalla plastica - “I Maraiun” di Racconigi in viola
I CARRI si preparano al rientro … tira giù, ruota, piega, smonta … altra magia prima della partenza …
Esibizioni davanti al palco presieduto da GIANDUJA e GIACOMETTA
con tutte le maschere !!
Leoni da tastiera – “La Compagnia dei Festaioli” di Centallo e Fossano in azzurro/arancio
MUSICA CORIANDOLI ALLEGRIA
LUCI & COLORI al LUNA PARK !!
Si brinda alla FIERA DEI VINI !!
Gianduja e Giacometta
Giôvan d’la dôja (Giovanni dal boccale, riferimento al suo “debole” per il succo d’uva) nacque ufficialmente nel 1808 sulle colline dell’astigiano, nel paese di Callianetto, erede di un burattino impertinente ma saggio, di nome Gironi, costretto ad emigrare a Torino e a cambiare nome per la sua lingua troppo lunga, scomodo ai potenti che quasi mai, in ogni tempo, hanno dimostrato di possedere un spiccato senso dell’umorismo, specie se a ridere è il popolo semplice e schietto.
Gianduja, nato burattino, divenne ben presto maschera simbolo di Torino e del Piemonte, incarnando il sentimento unitario del popolo italiano nel Risorgimento e e lo spirito bonario e gioviale dei piemunteis : generoso e assennato, ospitale e sorridente, amante del vino e della buona tavola, ama stare in compagnia ed è sempre pronto a fare del bene, con un’unica pecca … è terribilmente distratto! Si narra che una volta abbia speso ore e ore a cercare il somaro su cui era in groppa!
Giacometta rappresenta la fioraia di fine settecento/inizio ottocento e la leggenda dice che offriva i fiori davanti alla Chiesa alla domenica al Re quando passava.
Vignaiolo con la brinda e Caterinetta
Caterinetta incarna il mestiere della sartina.
Ci fu un tempo, tra Ottocento e Novecento, in cui Torino era considerata da tutti la Capitale della Moda Italiana. Gli abiti confezionati in città erano rinomati e richiesti in quantità per la loro eccellente fattura e bellezza. Protagoniste di questa grande stagione della storia torinese furono giovani donne lavoratrici: le SARTINE che tra l’altro ebbero la forza di lottare per avere migliori condizioni di lavoro. Furono proprio loro ad organizzare nel 1883 il primo sciopero di Torino!
Ad inizio Novecento le sartine costituivano un quinto della forza-lavoro cittadina ... in città erano oltre 30.000.
Le “sartoirette d’Turin”, o “caterinette”, caratterizzarono un’epoca ed ispirarono letterati e musicisti.
Indimenticabile Dorina, la sartina resa immortale dall’operetta
Addio, Giovinezza! scritta da Nino Oxilia e Sandro Camasio nel 1911.
Altro personaggio simbolo del vecchio Piemonte è il vignaiolo con la brinda, una specie di mastello di forma piatta da una parte ed ellittica dall’altra, costruito con doghe in legno e munito di apposite cinghie per poter essere issato sulle spalle. Utilizzato per il trasporto dell’uva dalle vigne alla cantina, è anche uno strumento di misurazione della capacità della BRENTA (=49,30 litri) per il travaso del vino.
Al petto il numero della licenza.
La festa continua al LUNA PARK mentre è partenza l’ultimo CARRO …
Reportage fotografico by Barbara Caricchi e Mauro Dragoni
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